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Stefano Zampieri, affermato e ben quotato pittore, a otto anni, narra egli stesso, era espositore a Via Margutta. Nella galleria si possono trovare molte sue opere dalle tele, ad oggetti unici di arredamento. Ed è proprio con questi ultimi che Zampieri affronta una delle possibili soluzioni della crisi di contatto diretto con l'arte, oltre che estetico, da solo collezionismo. La pittura diventa icona costante nella casa, anche in cucina, toccabile, amabile, dialogabile. Ogni opera è incontro tra chiarezza dell'oggetto in se stesso, da un comodino ad un tavolino da lavoro, e l'intervento della fantasia. Questa è tale da rendere un risultato di equilibrio vivibile a lunga scadenza. Sono le "riscritture" in cui la grafia è pittura scultura, mediazione l'artigianato alto. il "libro" è l'oggetto. Un fenomeno-intervento da seguire, con segno di modernità insieme popolare e d'aristocrazia delle forme. Stefano Zampieri proviene da una pittura figurativa tesa alla scoperta del corpo, in nudità vestita di alone tra eros e ombre inviolabili.
In ogni sua opera c'è una sorpresa, che potrebbe diventare moda di cultura visiva in casa, a portata di mano oltre che occhio : ogni oggetto, dal frigorifero alle lampade per la lettura notturne vestito di arte. Non solo pittura. Anche altri interventi materici, che fanno dell'oggetto di serie, o raro, e persino residuo trovato a Porta Portese dei pezzi unici, firmati Stefano Zampieri.